Aumenta la tua energia: tecnica respirazione addominale Dahn Jon

“Quando sperimentiamo il dolore, spesso tratteniamo il fiato, il che può contribuire all’infiammazione attraverso il rilascio di cortisolo, dell’ormone dello stress”, dice l’esperta di wellness Jane Pernotto Ehrman.

Se impariamo a rilassare il respiro possiamo viceversa raggiungere uno stato di profondo benessere.

Prova a chiudere gli occhi e immaginare il tuo corpo rilassato, come se respirasse attraverso la pancia, con tranquillità. Fai così: inspirando espandi, espirando rilascia. Quindi immagina di “lasciare” il  dolore a ogni espirazione. Più a lungo espiri, più si stimoli il nervo vago nel cervello. In questo modo il cervello “capirà” che gli stai dicendo che sei in un “ambiente sicuro” dice lo psicologo di Chicago Michael Merrill, PhD.

Ti descrivo di seguito una semplice tecnica di Respirazione Addominale che ti aiuterà se la praticherai per pochi minuti al giorno con regolarità.

Come metterla in pratica: con una mano sul petto e l’altra sul ventre, fai un respiro profondo attraverso il naso; gonfia con aria sufficiente assicurandoti che sia il diaframma (non il petto) a riempirsi come un palloncino, affinchè si crei un vuoto nei polmoni. L’obiettivo è eseguire la tecnica facendo da 6 a 10 respiri profondi al minuto, per 10 minuti ogni giorno. Immediatamente otterrai una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, dice McConnell. Se continui per 6-8 settimane, puoi incrementare ancora i benefici.

Quand’è che funziona meglio: prima di un esame, o qualsiasi evento stressante.
Per aiutarti ad addestrare il respiro, possono esserti utili strumenti di biofeedback come il libro” Breathe Strong” di McConnell, che può aiutare la “passeggiata” del respiro ovunque ti trovi.

Tecnica di respirazione addominale

Respirazione addominale


Gabriella
Fondatrice Spazio Dahn
via san Massimo,44 – tel 348.8420796
– info@meditazionetorino.com



Facebooktwittergoogle_plus

Neuroscienze: perchè la Meditazione funziona

201401- gabri maui seduta

Meditazione & Yoga = Pace e Felicità

L’equazione è semplice e mette d’accordo il mondo della scienza e quello della spiritualità. Scienziati e maestri yoga infatti considerano unanimemente la meditazione un potente strumento per raggiungere la pace e la felicità.

Jon Kabat-Zinn, professore di medicina all’Università del Massachusetts e massima autorità nel campo della Mindfulness, ha scritto che la scienza e spiritualità “entrambi investigano la natura della realtà, la natura della mente, la natura dell’essere umano. Non vedo una grande differenza tra i due modi di investigare“. (dal libro Full Catastrophe Living, Meditazione come terapia).

Pace e felicità con la meditazione sono alla portata di tutti in modo semplicissimo, ma per qualche strana ragione a volte risulta difficile concentrarci proprio sulle cose più semplici ed importanti!

Io sono qui per aiutarti e, se vuoi provare una formula per iniziare a praticare la meditazione, continua a leggere fino in fondo i consigli che sto per darti.

I benefici della meditazione sono profondi. La meditazione è probabilmente lo strumento più potente per divenire consapevoli del potere della mente e acquisire rapidamente lucidità e felicità. E’ la ginnastica con cui puoi allenare il cervello, sviluppare tua capacità di concentrazione e la tua forza mentale, migliorando le tue prestazioni in ogni aspetto della tua vita personale e professionale.

La forza mentale, o di resilienza, è ben descritta dal Dott. Ron Alexander, psicoterapeuta  autore del saggio Mente (“Open Mind”). La resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. La resilienza è la capacità di ricostruirsi, restando sensibili alle opportunità positive della vita, senza perdere la propria umanità. Resilienza è l’efficacia dell’intelligenza emotiva presente ogni qualvolta iniziamo un processo di controllo della mente.
La forza mentale è in grado migliorare ogni aspetto della nostra vita.

Qual è lo stato del tuo cervello quando mediti?

Quando ti siedi a meditare le tue onde cerebrali iniziano a rallentare portandoti uno stato che corrisponde ad una più profonda consapevolezza. In questo stato riesci a concentrarti su un pensiero e puoi prendere al meglio una decisione.
La meditazione induce un transizione da un’onda cerebrale corta ad una più lunga, cioè da onde cerebrali di frequenza superiore a onde di frequenza inferiore.

Ci sono 5 categorie principali di onde cerebrali, ciascuna corrispondente a un diverso stato di attività del cervello:

1. stato Gamma (30 – 100Hz): Le onde gamma corrispondono ad uno stato di iperattività e di apprendimento attivo. Lo stato Gamma è quello più opportuno per ritenere le informazioni. Questo è il motivo per cui gli educatori – per aumentare la probabilità di memorizzazione permanente di informazioni, hanno spesso un pubblico frenetico intorno a loro. Quindi, il cervello stimolato freneticamente, può portare ad ansia.

2. stato Beta (13 – 30Hz): è lo stato in cui ci troviamo per la maggior parte del tempo nel corso della giornata, quando siamo svegli. Lo stato beta è associato allo stato mentale di “allerta” della corteccia prefrontale. Questo è uno stato di ” lavoro” o ” mente pensante ” – analitica. E’ lo stato in cui si pianifica, si valutano e si classificano le informazioni.

3. stato Alfa (9 – 13Hz): in questo stato, le onde cerebrali iniziano a rallentare. Ci sentiamo più calmi e pacifici. Di solito ci troviamo in uno “stato alfa” dopo una lezione di yoga, una passeggiata nel bosco, un piacevole incontro sessuale o durante qualsiasi attività che aiuta a rilassare il corpo e la mente. Nello stato alfa le persone si ritrovano lucide, in grado di riflettere, hanno una consapevolezza leggermente diffusa. Gli emisferi del cervello sono più equilibrati (integrazione neurale) .

4. stato Theta: (4 – 8 Hz): siamo in grado di iniziare la meditazione . Questo è il punto in cui il verbale / pensante transiziona alla mente-meditativa/visiva. Dalla mente che pianifica ad un più profondo stato di consapevolezza (spesso sentito come sonnolenza).  Maggiore intuizione, maggiore capacità di totalità. Lo stato theta è associato alla visualizzazione.

5. Delta (1-3 Hz): i monaci tibetani che meditano da decenni possono raggiungere questa dimensione in fase di veglia;  mentre la maggior parte degli esseri, lo raggiunge, durante il sonno profondo e senza sogni. Continua a leggere

Facebooktwittergoogle_plus

QUANDO TU POSSIEDI IL TUO RESPIRO NESSUNO PUO’ DISTURBARE LA TUA PACE

   DALAI  LAMA
CAMBIARE IDEA, CAMBIARE IL MONDO: CONVERSAZIONI SU FELICITA’ E SALUTE

 

 

lezioni di guarigione

alcuni esercizi respiratori …venivano praticati presso i monaci taoisti per rimanere svegli tutta la notte mantenendo la posizione seiza;  arrestare il battito cardiaco , respirare a comando infine aiutavano a sviluppare il coraggio morale contro una malattia interessandosi delle parti interne del corpo. Implicava non solo la cura attraverso la respirazione, ma anche qualche torsione e posizione da seduti (seiza) per espellere forzosamente la malattia

la pratica senza pause

nellʼambito dei due cicli di moto -riposo il movimento deve essere arrestato ogni qualvolta il principiante sente che gli organi interni abbisognano di una pausa rigenerativa per per la scarica di tossine. La domanda biologica della pausa di scarico, è unʼavviso della natura e lʼattenzione a questo richiamo devʼessere ben compreso dal paziente. La regione del cervello chiamata anche il “centro del piacere”, riceve stimolo da ogni attività  fisica.

Una volta svegliata, questa regione settale, scuote il paziente dal suo letargo. Se da una parte questo risveglio é benefico, dallʼaltra il pericolo sta nel credere, per molta gente, di sapere tutto, e di poter fare ogni esercizio senza riserva.

Ogni impazienza od agitazione nellʼesercitarsi cercando di avere successo, puoʼ dar libero sfogo ad unʼincalcolabile danno.

le due fasi

Inizia con uno speciale esercizio di fortificazione interna dipende il paziente se eʼ in grado di sopportare la posizione seiza oppure no. In tal caso saraʼ sdraiato. Inizia metodicamente un muscolo dopo lʼaltro, rilasciando dal principio lʼapice della testa, faccia, collo, i polmoni, il tronco,le spalle, le braccia, i polsi e le mani; poi viene interessato lo stomaco, il fegato , i visceri, le gambe, le ginocchia e i piedi,per finire all’estremità delle dita.

Lʼenergia ki, è  universalmente disponibile, ed è una energia libera. Che fare quindi di unʼenergia libera? Qualcosa che si disciplina o come dice Freud …che si deve scaricare? Trasformare la nostra energia senza reprimerla è  particolarmente indispensabile nei rapporti fra di noi; il problema è di trovare il modo di coltivare unʼenergia naturale che si conosce soltanto sotto forma di istinti, pulsioni o passioni piuʼ o meno patogene e reprensibili. Grazie alla coltivazione della respirazione e al suo potere di guarigione si puoʼ fare lʼesperienza di unʼenergia libera, ancora naturale ma giaʼ spirituale in quanto scaturisce da un pratica volontaria, in particolare dalla respirazione.! Reprimerla invece di coltivarla, ci priva di risorse energetiche di cui abbiamo  bisogno per vivere come esseri umani e per condividere la nostra umanitaʼ

Facebooktwittergoogle_plus